Come posizionare la scrivania all’interno dell’ufficio

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Settembre è il mese di ripresa del lavoro e ci pone di fronte alla necessità di organizzare al meglio i nostri spazi nell’ufficio.

Progettare adeguatamente la posizione migliore per la scrivania e scegliere il modello giusto, ci permetterà di ridurre i tipici effetti indesiderati di una cattiva postura, scarsa illuminazione e ridotto comfort.

La posizione

Sistemiamo la scrivania vicino ad una fonte luminosa naturale e organizziamo il resto dell’ambiente con librerie ed elementi contenitori. Una piccola poltroncina per l’angolo lettura completerà il tutto. Se invece manca lo spazio, dovremo utilizzare al massimo la creatività e usufruire di angoli poco sfruttati, come la zona vicino alla porta o un angolo vicino alla libreria. In questo caso può essere utile prevedere un elemento di separazione che sia leggero visivamente (ad esempio una libreria bifacciale) per schermare la scrivania dal resto dell’ambiente senza appesantire quest’ultimo o rendere buio l’angolo dell’ufficio.

Optiamo per una zona che goda della giusta privacy; un’area in cui il passaggio degli altri collaboratori è frequente renderebbe difficoltoso rimanere concentrati durante le nostre attività, professionali e di studio.

Evitare la disposizione della scrivania da ufficio contro il muro

In altre parole, meglio non trovarsi seduti di fronte alla parete: questo aumenta la sensazione di chiuso e ristrettezza. Se non si può proprio evitare, allora consigliamo di ravvivare le pareti con stampe, quadri, foto e mensole.

È anche vero che alcuni lavori richiedono molta concentrazione per periodi prolungati: chi si ritrova in questa categoria, al contrario di quanto indicato sopra, preferirà forse sedersi rivolto al muro per evitare distrazioni. Spostarsi al centro della stanza lasciando uno spazio vuoto fra tavolo e muro diminuisce la sensazione di claustrofobia.

Seguendo questi principi, una buona idea è collocare il tavolo da ufficio è perpendicolare rispetto a porte e finestre. Ad essere rivolti verso le aperture saranno i lati corti della scrivania. Questo permette di tenere i movimenti sotto controllo senza però essere sempre interrotti.

Ricevi ogni giorno molte persone nel tuo ufficio? Meglio allora posizionare una scrivania direzionale di faccia all’entrata. Chi entra vedrà subito quanto sei impegnato e saprà quando arriva il momento giusto per parlarti. Una soluzione intermedia è rivolgere scrivania e sedia da ufficio verso la porta, ma non esattamente di fronte ad essa.

La luce

Come già accennato la posizione migliore per la scrivania è vicino ad una finestra in modo da poter sfruttare al meglio la luce naturale. Non va mai sistemata però in modo da avere l’infisso alle spalle o il riflesso e le ombre proiettate sullo schermo ci impediranno una visione corretta. In ogni caso dotiamoci di tendine regolabili per far sì che il riflesso non sia eccessivo in determinate ore della giornata.

Pensiamo attentamente anche alla luce artificiale, che può consistere in una lampada appoggiata sulla scrivania (meglio quelle con braccio snodabile per regolarle a seconda delle esigenze) o anche in una fascia di led, opportunamente orientata, immediatamente al di sotto della prima mensola, nel caso in cui si preveda anche una piccola e utile libreria sopra al piano di lavoro.

La luce dovrà avere la giusta intensità ed essere più uniforme possibile, non troppo debole, ma neanche eccessiva per non incorrere in fenomeni di abbagliamento diretto o indiretto.

Guida per la messa in sicurezza delle scaffalature

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Le normative che riguardano la messa in sicurezza delle scaffalature metalliche sono molte ed estremamente dettagliate ed approfondite. A differenza delle costruzioni fisse queste hanno caratteristiche di dimensioni e struttura che sono dovute ai profili e ai montanti perforati, necessari per la variabilità dei requisiti di stoccaggio delle merci.

Per questo motivo principale è importante spiegare le particolarità di queste costruzioni quando devono essere progettate in base alle regolamentazioni nazionali per gli edifici, per azioni sismiche, e delle singole specificità legate al territorio, che condizionano la lavorazione delle strutture di acciaio ordinarie.

Sicurezza strutturale in utilizzo

il decreto legislativo n. 626/94 prevede all’art. 6 prevede che il progettista rispetti i principi generali di prevenzione, per la sicurezza, e dei rischi che potrebbero derivare dagli urti alla struttura.

Tant’è che norme tecniche per le costruzione prevedono che si debba tenere conto degli urti alla struttura e che nel caso delle scaffalature, questi debbano essere quantificati a seconda della tipologia di mezzo utilizzato, carrelli o altri mezzi meccanici.

Parimenti, l’art. 4 del decreto legislativo n. 626/94 prevede che il datore di lavoro, nel caso delle scaffalature il datore di lavoro committente, individui e valuti ogni rischio connesso all’uso della scaffalatura, compresi pertanto i rischi connessi agli urti di qualunque natura che potrebbero verificarsi. Di fronte a questo quadro normativo è opportuno operare alcune distinzioni.

Il progettista, dovrà tener conto degli urti derivanti dalle normali operazioni di carico/scarico, ma in generale non potrà e non sarà obbligato a considerare gli urti accidentali derivanti da carrelli elevatori o altri mezzi meccanici, a meno che il committente non fornisca al proposito precise specifiche progettuali.

L’azienda committente sarà obbligata ad sottolineare eventuale rischi che potrebbero derivare da urti accidentali dei mezzi contro la scaffalatura, e di conseguenza mettere in pratica misure di prevenzione e protezione dettagliate. Come ad esempio l’installazione degli appositi paraurti protettivi.

L’uso sicuro della scaffalatura è regolamentato dalla norma CEN WI00344004 “Steel Static Storage Systems. Adjustable Pallet Racking. Guideline for Safe Use” (pr EN 15635) che ha lo scopo di indicare i mezzi per minimizzare i rischi e le conseguenze di operazioni non sicure compiute in relazione alle scaffalature, ad esempio interessandosi anche dei danni causati dagli urti di mezzi meccanici. I principali passi da seguire per realizzare un corretto uso delle scaffalature sono, secondo questa norma CEN, i seguenti.

Progettazione dell’installazione

Prevede la raccolta delle informazioni utili a progettare la struttura. Per esempio, verrà stabilito quale sia il sistema di movimentazione del materiale caricato sulla scaffalatura, specificando i requisiti delle eventuali protezioni e resistenza ad impatto.

Assemblaggio e installazione

Una delle parti essenziali nel progetto della scaffalatura, dove verranno considerate, tolleranze, deformazioni e giochi dei vari elementi, avendo come riferimento la norma CEN WI 00344003 “Steel Static Storage Systems. Adjustable Pallet Racking. Tolerances, Deformations and Clearances”.

Durante l’installazione invece l’attenzione principale è volte a slegare alcune problematiche principali, tra cui: 1) fissaggio al pavimento 2) piastre a contatto con il piano di appoggio della superficie, 3) Rispetto della composizione verticale della scaffalatura come previsto dalle istruzioni di montaggio fornite.

Variazioni della configurazione dei carichi portati dalla scaffalatura

Nel caso venisse variata la modalità di carico prevista potrebbe essere compromessa la sicurezza strutturale delle stessa, e specialmente in caso di sovraccarico dei valori previsti in fase di progetto.

Per questo motivo qualunque variazione dell’entità dei carichi e/o della loro disposizione, ovvero della disposizione dei correnti, se non conforme alle previsioni di progetto, deve essere verificata dal progettista della scaffalatura o da un professionista esperto.

Queste considerazioni sono una sintesi di una serie di regolamentazioni dettagliate da normative molto precise ed articolate. Per approfondimenti è bene richiedere una consulenza specifica e richiedere affiancamento dei tecnici specializzati.

Come fare un inventario di magazzino

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L’inventario di un magazzino è un’operazione fondamentale nell’ambito della corretta gestione del materiale stoccato. Seguire una corretta gestione dell’inventario impatta a cascata sull’organizzazione dello stesso e porta di conseguenza ad un miglioramento dei livelli di efficienza e di produttività.

Per definizione inventariare significa contabilizzare le giacenze presenti in magazzino, e per legge andrebbe seguito almeno una volta all’anno.

Fare l’inventario è dunque importante per evitare sprechi e mantenere un livello di ottimizzazione adeguato delle scorte. Per fare questo al meglio è importante munirsi di strumentazione affidabile e appositamente studiata per questo fine.

Come fare un inventario di magazzino: le tipologie di inventario

Inventario in tempo reale

Questa tipologia di inventario permette di monitorare l’inventario in tempo reale ed ogni articolo viene contrassegnato nel momento in cui entra o esce dal magazzino, correggendo i parametri di giacenza dello stock.

Il fattore che complica l’implementazione di questo tipo di soluzione è principalmente la difficoltà e la necessità di risorse maggiore, ma a parte questo sicuramente rappresenta la soluzione migliore nel momento in cui si lavora nella gestione di molto materiale.

Inventario annuale

Da eseguirsi solitamente nel periodo di Gennaio quando vi è la chiusura dell’esercizio annuale. Questo intervento è abbastanza corposo e necessita di personale perché venga eseguito al meglio. A seconda dei volumi di merce può richiedere anche più giornate, ed un margine di errore più o meno ampio, poiché appunto il conteggio manuale da parte di operatori.

Inventario a rotazione

Questa tipologia di inventario ha una logica differente rispetto alle precedenti in quanti si basa su un conteggio a cadenza periodica su più parti di magazzino. Sarà possibile eseguirlo in diversi momenti durante l’anno e rispetto all’inventario annuale ha costi di lavoro molto più ridotti.

In questa tipologia di inventario sicuramente l’azienda avrà dei benefici in termini di rotture di stock, così come avviene per l’inventario in tempo reale è possibile monitorare con più frequenza la rotazione della merce.

Inoltre anche la possibilità di aggiornare con più precisione le quantità, riducendo errori dovute allo spostamento della merce in ricezione e in uscita.

Semplificazione delle operatività e della gestione delle lavorazioni. Sia a livello di costo che di impiego di risorse.

In conclusione possiamo dire che a prescindere dalla tipologia di inventario che si vuole effettuare, sarà possibile modificare col tempo la modalità, in base a caratteristiche ed esigenze aziendali, e caso specifico.

Spesso potrà essere convenevole seguire cicli in cui variare la tecnica e misurare l’impatto, capendo quali sia la modalità migliore in base ai benefici ottenuti.

LE LINEE GUIDA PER PROGETTAZIONE DI SCAFFALATURE METALLICHE IN ZONE SISMICHE

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Per una corretta progettazione del sistema di scaffalature in zona sismica, è importante fare riferimento a tre criteri principali, secondo la legislazione vigente in Italia. E riguardano:

  1. Sicurezza del luogo di lavoro (D.lgs. 81/2008 o Testo Unico)
  2. Progettazione delle strutture (D.M. 14/01/2008)

1) La Sicurezza dei luoghi di lavoro

secondo L’ACAI, è prevista responsabilità prevalente dell’acquirente della scaffalatura, rispetto al fornitore. Pur considerando questa responsabilità anche il fornitore ha l’obbligo di proporre prodotti sicuri in relazione al loro tipo di impiego, alle prestazioni e al loro rischio di installazione. Tra queste considerazioni non possono essere considerate sismicità legate a luoghi di destinazione delle scaffalature.

Nel caso delle scaffalature si fa riferimento all’Art. 23 del D.lgs. 81

Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori 1. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuali ed impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

 

Nella valutazione di “rischio sismico” si devono considerare i seguenti aspetti.

1) Se la struttura della scaffalatura è progettata per resistere al sisma, durante un terremoto si possono comunque presentare i seguenti rischi, da eliminare o mitigare:

  • rischio di caduta delle merci dai pallet;
  • rischio di scivolamento dei pallet, con conseguente danneggiamento ed eventuale crollo della struttura;
  • rischio di scivolamento dei pallet, tale da provocarne la caduta fuori dalle scaffalature con possibili danni alle persone.

2) Se la struttura della scaffalatura NON è progettata per resistere al sisma, il rischio principale durante un terremoto è rappresentato da:

  • possibilità di cedimento strutturale, ovvero crollo parziale o globale della scaffalatura con
  • danneggiamento delle merci e possibili danni alle persone che stazionano nelle aree circostanti

2) Progettazione delle strutture

Il Ministero del Lavoro, nella lettera circolare n. 21346 del 13/09/1995, ha definito “sicuro” un prodotto progettato secondo la seguente gerarchia di norme tecniche:

  1. normativa comunitaria cogente
  2. leggi e norme tecniche nazionali cogenti
  3. norme di rango superiore emanate a livello europeo, come le norme EN, se esistenti
  4. norme emanate a livello nazionale, come le norme UNI, se esistenti
  5. norme volontarie di “buona tecnica”, emanate da Enti e/o Associazioni di Produttori a livello europeo o italiano, se esistenti

Nel settore delle scaffalature metalliche le norme applicabili sono le seguenti:

  1. D.M. 14/01/2008
  2. Norme EN, tra le quali la EN 15512
  3. UNI-TS 11379:2010
  4. Norme FEM 10.2

Queste norme contengono le istruzioni indispensabili per la corretta progettazione in zona sismica. Le suddette norme vanno utilizzate nel modo seguente.

Scaffalature porta pallet

  • la donazione sismica, le caratteristiche del terreno e l’intensità del terremoto si ricavano dal DM;
  • i criteri di progettazione antisismica si ricavano dalla UNI-TS, che è la norma redatta appositamente per trasferire i criteri generali del DM al mondo peculiare delle scaffalature porta-pallet;
  • i criteri per la sperimentazione e le formule di verifica si ricavano dalla EN15512.

Altre tipologie di scaffalature

  • la donazione sismica, le caratteristiche del terreno e l’intensità del terremoto si ricavano dal DM;
  • i criteri di progettazione antisismica, ove possibile, si ricavano per estensione/analogia dalla UNI-TS dei porta pallet (ciò può essere fatto, per es., per le scaffalature drive-in);
  • ove il punto precedente non risulti applicabile ci si deve riferire, con scelte in favore di sicurezza;
  • ai criteri generali per la progettazione delle strutture in acciaio contenuti nello stesso DM (questo è il caso, per es., delle scaffalature cantilever);
  • i criteri per la sperimentazione e le formule di verifica si ricavano dalle FEM corrispondenti;
  • ove non esistono norme FEM specifiche, si adottano i criteri di progettazione delle strutture in acciaio generiche.

Scaffalature di classe 3 e “kit”

L’ACAI non ha finora sviluppato regole specifiche per le scaffalature di classe 3, tuttavia, e lasciando ai singoli produttori la modalità con cui dimostrarne la capacità portante, applicando tutte le accortezze, test e prove per la validazione in caso di sisma.

Scaffalature in zona sismica – Interventi per l’adeguamento

Per quanto riguarda le scaffalature in zona sismica, e sulle quali sono richieste valutazioni di idoneità, valgono le regole espresse nel documento del CS.LL.PP. del 22 giugno 2012 “Linee guida per la valutazione della vulnerabilità e criteri per il miglioramento delle costruzioni ad uso produttivo in zona sismica”, valide nel periodo dell’emergenza.

Al di fuori dell’emergenza e, in generale, per un adeguamento definitivo in tutte le zone sismiche italiane, si attendono nuove apposite istruzioni da parte del CS.LL.PP. (in corso di redazione), nell’ambito delle quali l’ACAI è impegnata a far valere il seguente criterio progettuale: per il calcolo dell’azione sismica sulle scaffalature si potrà fare riferimento allo spettro della UNI-TS 11379:2010 con la riduzione al 60%.

Tutti questi obblighi che vengono descritti sono validi a prescindere dal campo di applicazione, e le regolamentazioni specifiche sono sempre soggette a continui aggiornamenti e interpretazioni.

Per questo motivo si consiglia di richiedere una consulenza da parte del progettista e dei tecnici adibiti all’installazione oltre agli enti terzi adibiti per la messa in sicurezza.

La motivazione del personale di magazzino

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Come in qualsiasi altro settore anche nella logistica è fondamentale considerare la motivazione come fattore di prima importanza.

Sapere motivare i propri dipendenti è un aspetto che contribuisce a rendere il clima positivo e aumentare la produttività. Per questo parliamo di coinvolgimento aziendale, ossia il livello di responsabilità e obiettivi comuni che il lavoratore sposa nei confronti dell’azienda. Sia a livello di performance che comunicativo.

Questo ha diretta conseguenza anche sui costi generali dell’azienda, essendo collegato in maniera diretta all’impegno e alla motivazione legata allo svolgimento delle attività quotidiane. Che a cascata impatta sulle attività e la catena di lavoro dell’intero magazzino.

Come si misura il coinvolgimento all’interno del magazzino

I livello di coinvolgimento della logistica permette di monitorare l’efficienza di un operatore nello svolgimento delle operatività quotidiane.

In questa misurazione viene considerata la prestazione e l’efficienza dell’intero magazzino, in quanto si tratta del tempo di esecuzione operativo, e dunque il tempo prestabilito per lo svolgimento. In sintesi potremmo dire che permette di stabilire e stimare il timing necessario e quindi la forbice di produttività del lavoro.

I fattori motivanti del personale

E’ risaputo che un lavoratore motivato svolge i suoi compiti in maniera più efficace. Nel momento in cui subentra la noia o mancano incentivi di miglioramento, il lavoratore potrebbe avere un calo di interesse e motivazione nei confronti dell’attività. Ripetitività delle operazioni e zero incentivi sono alla base del calo di performance.

Ecco alcuni consigli per mantenere alto il livello di motivazione del team di magazzino.

Premi economici

Questa è una delle leve più utilizzate, la più ‘ semplice’ ed è il principale riferimento di incentivo premiante. Oltre a lavorare sullo stimolo positivo, permette di aumentare produttività ed obiettivi personali. Quindi velocità di esecuzione, qualità, e senso di appartenenza, se si considera anche un incentivo economico comune di reparto.

Nel tempo si è constatato, ed è importante sottolinearlo, che non è la principale leva motivazionale, ed è importante associarla ad incentivi correlati, di status, come potrebbe essere postazione parcheggio, abbonamenti a servizi in pausa pranzo, alla palestra, ecc..

Costruzione del team

Il concetto di team building è un punto di forza che mira a rafforzare e consolidare la coesione con la squadra di lavoro. Particolarmente utile per l’azienda per trasmettere senso d’unione, lavorando oltre al singolo anche sulla motivazione del gruppo.

Pianificare giornate insieme, e trascorrere tempo insieme fuori dall’orario di lavoro sono alcuni suggerimenti per arrivare a risultati importanti nel tempo.

Svolgere attività differenti

Per evitare di svolgere operazioni ripetitive per lunghi lassi di tempo porta ad abbassare la produttività del lavoratore. È dunque importante valutare come poter variare le operatività del quotidiano e diversificarle.

Gli aspetti positivi saranno evidenti, in quanto un team in grado di svolgere più compiti potrà puntare non solo ad una maggiore soddisfazione del singolo dipendente ma anche a fattori positivi per l’azienda che può contare su personale con formazioni a T, trasversali.

Per esempio in caso di assenze, la diversificazione si rivela utile per coprire alcuni dipendenti e iniziare a prevedere una serie di attività in cui prevedere capacità multidisciplinari da parte del lavoratori.

Concetto di empatia

Sviluppare attitudine di empatia significa migliorare aspetti legati alla quotidianità e trasversali al lavoro come educazione, fiducia, ottimismo e motivazione.

Un capo capace di mettere in campo questa attitudine è predisposto all’ascolto attivo delle opinioni delle persone ed è in grado di interpretarle per ragionare e analizzare l’ambiente di lavoro che si costruisce all’interno del magazzino.

Saper dunque gestire in maniera ottimale questi aspetti non è per nulla semplice, aiuta per migliorare la vita quotidiana del lavoratore, che combina sia quella lavorativa che quella personale.

In conclusione per quanto sia possibile implementare servizi e sistemi di produttività tecnologici avanzati, risulterebbero nulli se nel contesto lavorativo il personale non è motivato e non si crea coinvolgimento tra l’azienda e le persone che ne fanno parte. L’investimento dunque oltre alla struttura dovrebbe prevedere anche un certo costo per sostenere queste ed altre attività importanti che si possono misurare nel tempo.

Come gestire al meglio un magazzino: La capacità di stoccaggio delle merci

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Il delicato equilibrio che abbiamo tra lo spazio a disposizione e la capacità di produzione è uno dei fattori più importanti nella corretta gestione del nostro magazzino.

La superficie che abbiamo a disposizione è misurabile ed è attribuibile a dei valori, per cui uno spazio vuoto all’interno del nostro impianto è da considerare come uno spreco.

Sfruttare le superfici al massimo è un fattore complicato e necessita di una profonda analisi delle proprie esigenze.

Per calcolare la capacità di stoccaggio di una magazzino all’interno dell’edificio è data dalla sottrazione della misura totale dell’edificio, espressa in metri cubi, e la misura degli spazi non dedicati allo stoccaggio della merce, come ad esempio gli uffici.

Allo stesso tempo dovremo determinare l’altezza massima di stoccaggio della merce, sottraendo all’altezza totale del tetto del magazzino il valore in altezza di tutti gli elementi presenti al suo interno, come luci e sistemi di ventilazione.

Dunque la capacità di stoccaggio in metri cubi sarà: (Superficie del magazzino- zone non adibite allo stoccaggio) x altezza massima del magazzino. Semplice vero?

Inoltre, per avere una misura concreta dello spazio realmente utilizzato, sarà invece sufficiente dividere due dati come lo spazio totale a disposizione e lo spazio effettivamente utilizzato.

Il risultato espresso in percentuale ci darà il valore attribuibile allo spazio totale di magazzino.

Ora, una volta ottenuti questi parametri potremo fare le nostre dovute considerazioni per ragionare al meglio l’incidenza dell’efficienza del nostro centro di stoccaggio.

Gli elementi del magazzino

  • La tipologia di scaffalatura
  • Le caratteristiche della merce da movimentare
  • Il numero di prodotti da stoccare
  • Il sistema di stoccaggio selezionato (in base alle priorità di picking, ecc)
  • La tipologia di pallet
  • La normativa di riferimento
  • La morfologia del magazzino

La mappatura delle attività di stoccaggio è fondamentale per individuare le criticità, ottimizzare i lavori all’interno del magazzino, e intercettare le opportunità che potrebbero migliorare le performance dei nostri sistemi e per come gestire al meglio un magazzino.

Sicuramente ragionamenti molto differenti sono conseguenti allo stadio di avanzamento del nostro progetto, nel caso in cui il magazzino sia in avviamento, allora le opportunità dovranno essere studiate in fase di progettazione, mentre nel caso di centri già esistenti allora i ragionamenti avranno sempre un’ottica di ottimizzazione e di migliorare le performance di riferimento. Il miglior consiglio è quello di affidarsi sempre ad esperti di settore in grado fornire consulenze mirate e che permettano di ottenere i migliori risultati possibili.

Ci sarebbero molto domande che è sempre bene porsi quando dobbiamo analizzare attentamente il nostro livello di ottimizzazione del magazzino, come ad esempio: sto sfruttando al meglio la superficie che ho a disposizione? L’altezza delle scaffalature è idonea e massimizza lo spazio all’interno del mio magazzino?

Esistono delle parti che non sfrutto ad oggi?

Ecco, nel momento in cui non siamo in grado di soddisfare al meglio queste domande, la mappatura delle metriche evidenziate in questo articolo potranno aiutare nel capire quale percorso di ottimizzazione sarà necessario all’interno del nostro sistema di stoccaggio.

Mobili per ufficio: scrivanie in vetro

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La scrivania è la componente principale nel nostro ufficio ed attorno ad essa ruota tutta l’organizzazione del nostro lavoro. Sulla sua superficie viene svolto gran parte di questo ed è da considerarsi come un vero e proprio biglietto da visita per rappresentare la professionalità dell’ufficio. Proprio per questo motivo è importante è importante ponderare la scelta in modo accurato e pensare a quale messaggio vogliamo inviare a nostri clienti, e a quale modello possa rispecchiare al meglio la filosofia aziendale e la nostra professionalità. Partiamo da questa scelta ed in funzione di questa sceglieremo gli altri mobili dell’ufficio.

La scrivania dell’ufficio direzionale

Le scrivanie degli uffici direzionali sono ampie ed eleganti e devono essere scelte soprattutto per la loro funzione estetica, in quanto rappresentano il potere della persona che vi lavora ed ovviamente il suo livello di professionalità.

Per un ufficio classico la scrivania direzionale perché risulti ancora più elegante la parte superiore sarà ricoperta da una lastra di vetro che la valorizzerà ulteriormente.

Negli uffici arredati in stile moderno la scrivania direzionale è realizzata sia in legno che in metallo, di colore scuro e che verrà dotata di una superficie in vetro, e di dimensioni rettangolari oppure ovali.

Scrivanie direzionali

Negli uffici direzionali la scrivania non deve essere scelta soltanto in base alle tipologie di lavoro e di attività che in quell’ufficio vengono svolte ma anzi deve essere scelta soprattutto in base alla sua bellezza estetica. Se è vero infatti che la scrivania è la protagonista indiscussa di ogni ufficio è vero anche che in un ufficio direzionale, nell’ufficio cioè dei dirigenti e dei manager, la scrivania rappresenta il grado di professionalità e di potere dell’individuo che vi lavora. Deve essere considerata quasi come una sorta di biglietto da visita attraverso il quale il cliente può farsi un’idea precisa della persona che ha di fronte a sè. Proprio per questo motivo la scrivania deve essere scelta basandosi su elevati standard di eleganza ma anche sui propri gusti personali in modo che possa davvero rispecchiare nel miglior modo possibile sia noi che il nostro lavoro.

L’ufficio che viene arredato in stile moderno la scrivania direzionale sarà scelta privilegiando colori scuri e preferibilmente in tonalità sul nero e in metallo.

Dunque scrivanie con struttura in metallo e con ripiano in vetro, realizzate con materiale sia ludico che opaco. Per quanto riguarda la forma possono essere scelte di forma rettangolare, caratterizzate dal linee essenziali e ben definite, oppure con forme ovali e linee maggiormente sinuose e di avanguardia. Considerando sempre la forma che meglio sfrutti e ottimizzi gli spazi a disposizione per l’ufficio.

Arredo design

Per arredamento di design in sintesi possiamo definire quella particolare tipologia di arredo moderno, più estroso rispetto a stili classici, ed essenziali.

Nel cosiddetto arredo di design, le linee sono sinuose e morbide sfruttando colori vivaci e sgargianti.

Questa tipologia di arredo viene sfruttata per creare un atmosfera allegra, piena di energia, che favorisca e stimoli la creatività delle persone che lavorano nell’ufficio.

Scrivanie di design

Scrivanie semplici, ovali o circolari, dalle forme più svariate, ma che mantengono un filo conduttore legato alla sinuosità e alla morbidezza.

Studiate essenzialmente per ottimizzare gli spazi, sono dunque accessoriate con appositi fori e alloggi per fili, case e accessori del computer. Anche per quanto riguarda i materiali possiamo trovare diversi modelli che utilizzano il vetro e mescolano tra loro differenti composizioni, si tende solitamente a utilizzare accesi e fantasie anche per gli uffici operativi.

Mobili per ufficio con chiave: la soluzione migliore per la sicurezza dei nostri archivi

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Quello che dobbiamo fare per garantire un ufficio produttivo è di cercare di mantenere il nostro materiale in ordine e facile da trovare.

Per fare questo abbiamo la necessità di munirci di mobili per archivio che svolgano principalmente 4 funzioni:

  • Arredare
  • Assecondare le abitudini di archiviazione della propria gestione
  • Conservare nel modo più organizzato possibile i nostri documenti
  • Valorizzare l’ufficio

Quando lavoriamo non abbiamo tempo da perdere nella ricerca dei documenti, e spesso abbiamo fretta nel trovare quello che ci serve. Ecco perché gli elementi di arredo a cui proprio non potremo rinunciare sono essenzialmente tre.

Mobili archivio

L’ufficio ha l’obiettivo di essere funzionale e accogliente, ma anche sicuro. Quando i nostri colleghi, o clienti entrano nel nostro spazio di lavoro possono venire a contatto con materiale personale, documenti riservati, o preziosi. Ecco perchè è importante avere un sistema di archiviazione efficiente e che oltre a mantenere il tutto in ordine ne garantisca la massima sicurezza.

In quest’ottica possiamo contate su elementi d’arredo dotati di chiusura e chiave o a combinazione che garantiranno la massima sicurezza del materiale custodito.

Armadi archivio

Scegliere un armadio perfetto e che meglio si adatti al nostro modo di organizzare i documenti non è certo un gioco da ragazzi. Ecco perché abbiamo diverse tipologie di prodotto, a seconda delle considerazioni che andremo a fare in fase di scelta.

  • Quanto spazio abbiamo a disposizione?
  • Quale tipologia di documento dovremmo mettere in sicurezza? Tutto il contenuto o solo una parte?
  • Qual è la frequenza di utilizzo e movimentazione dell’archivio?

Sarà possibile optare per armadi contenitore con ante scorrevoli nella quale avremo in dotazione una serratura o un lucchetto. Mentre armadi con ante battenti o senza ante per un accesso diretto ai faldoni e alle cartelle che non necessitano di essere messe in sicurezza.

Cassettiere e classificatori

Se si ha necessità di mantenere un ufficio organizzato e produttivo, dividendo i documenti in maniera più precisa allora questa soluzione sarà senza dubbio la più pratica per il nostro caso.

Cassettiere con o senza ruote che possono essere spostate a nostro piacimento sotto la scrivania o al suo fianco, per essere sfruttate come archivio in sicurezza rispetto al materiale di uso comune all’interno dell’ufficio.

La peculiarità di queste cassettiere è appunto nella possibilità di poter sfruttare cartelle sospese, ossia un accessorio molto pratico in ufficio che permette di archiviare e catalogare al meglio i documenti.

Per esempio nel caso necessitiamo di consultare con frequenza alcuni documenti, queste tipologie di soluzioni sono le migliori per permetterci di risparmiare tempo prezioso.

Librerie per ufficio

Ecco un’altra soluzione per riporre al meglio documenti, libri e faldoni che necessitano di essere ordinati e permettere alle persone in ufficio di semplificare la ricerca e la consultazione.

Di grande valore estetico all’interno del ufficio, così come l’armadio le librerie per ufficio potranno essere determinanti per agevolare l’organizzazione dei documenti, oltre ad arredare la stanza. Con divisori accessoriati di chiavi per un’ulteriore divisione che ne garantisca la privacy e la sicurezza.

Librerie a giorno o con ante scorrevoli, possono essere anche sfruttati come divisoria tra una postazione di lavoro e un’altra.

Mobili in metallo per ufficio: una soluzione di stile e praticità

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La scelta del mobilio all’interno del nostro ufficio deve essere funzionale e di supporto per catalogare i nostri documenti e archiviarli nel modo corretto. Il metodo migliore è quello di posizionarli all’interno di appositi raccoglitori da porre poi sugli scaffali e mobili che permettano di mantenere il tutto ordinato e in massima sicurezza, ottimizzando gli spazi.

Gli Scaffali

E’ possibile posizionare gli scaffali direttamente nell’ufficio o in alternativa all’interno della stanza archivio appositamente adibita.

Sulla base di questa prima considerazione verterà la tipologia di scaffalatura che andremo a scegliere.

Le scaffalature della stanza d’archivio saranno principalmente funzionali, ed in questo senso la scelta di scaffali in metallo permetterà di garantire la massima resistenza, facilità di pulizia e mantenimento. Questa tipologia di scaffali è molto leggera e proprio per questo motivo è importante assicurare il mobile bloccandolo alla parete attraverso delle apposite viti. Grazie a questo sistema garantiremo la massima sicurezza, evitando che possano ribaltarsi, cadere e causare incidenti alle persone che mobilitano il materiale.

Gli armadi

Principalmente gli armadi da ufficio sono armadi caratterizzati da ante scorrevoli e sono ideali per ottimizzare al massimo gli spazi ma troviamo anche modelli che presentano delle ante laterali o battenti.

Le ante laterali potranno volendo essere chiuse a chiave, ed evitare ad occhi indiscreti l’accesso ai documenti che andremo ad archiviare.

A seconda della tipologia e del modello potranno essere di dimensioni estremamente differenti, alti, di dimensioni molto grandi, oppure bassi e lunghi, in modo da essere utilizzabili anche come punto di appoggio di materiale d’arredo.

Internamente saranno presenti mensole, del tutto simili ad una più classica libreria. Le mensole utilizzabili per riporre fascicoli, libri, archivi, e supporti in metallo sulla quale disporre fascicoli di dimensioni inferiori a seconda delle nostre esigenze.

Saranno presenti inoltre dei sistemi a cassetti che hanno la caratteristica di essere estremamente lunghi, alti e profondi, con supporti interni per fascicoli e per schede.

La scelta di mobili in metallo per ufficio è adatta per creare un ambiente moderno, ed è possibile optare per colorazioni che variano dall’opaco al lucido, all’argento o in versioni più laccate con colori accesi.

Per quanto riguarda invece le linee, questa tipologia di armadi si presenta con linee geometriche, essenziali, utili per adattarsi nel migliore modo possibile al contesto della stanza e agli altri mobili presenti.

Le cassettiere

Anche per quanto riguarda le cassettiere possiamo trovare diversi modelli e diverse tipologie di prodotto, e principalmente vengono divise tra scrivanie da terra o da scrivania.

Le prime sono realizzare in versioni basse e ideali per essere posizionate sotto la scrivania, oppure alte, per essere appoggiate alla parete come un classico mobile indipendente.

Spesso sono dotate di ruote per poter essere spostare con facilità in caso di bisogno.

Le cassettiere da scrivania invece sono di più piccole dimensioni e dotate di piedini in modo da evitare il graffio della superficie e pavimento in caso di spostamenti.

Per quanto riguarda il materiale, quelle in metallo, sono più lucide ed è possibile optare per una svariata scelta di colori. Tra i più diffusi essenzialmente troviamo il bianco ed il rosso.

La loro funzionalità principale come abbiamo sottolineato all’inizio è quella di garantire la corretta archiviazione dei nostri documenti ma anche la loro sicurezza, ed in questo senso al bisogno saranno disponibili chiusure a chiave o a combinazione. Per documenti che dovranno essere protetti al meglio ed evitarne il contatto con persone non autorizzate alla movimentazione.

Le scaffalature metalliche: I modelli e applicazioni

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Una delle versioni più classiche degli scaffali metallici industriali sono i portapallet, che sono progettati appositamente per immagazzinare articoli pesanti o prodotti stoccati in bancali e palle. A seconda del livello di carico variano in base alla natura dinamica o statica del magazzino, ma solitamente sono la versione più scelta per stoccaggi importanti.

Spesso le aziende hanno bisogno di ordinare articoli come tubi, pannelli e lamiere, in questo senso e per questo genere di prodotti, difficili da gestire, una normale scaffalatura non permetterebbe di prelevarli con carrelli. Per questa tipologia di merce esistono scaffalature speciali con sporgenze statiche in metallo dove è possibile alloggiare barre e tubi per renderli facilmente prelevabili.

In commercio esistono molti modelli di scaffalature metalliche sia per magazzini leggeri che pesanti, La soluzione di scaffalature leggere è indicata per stoccaggio di piccoli pezzi, dal peso contenuto, ma anche ideali come archivio. Nella ristorazione vengono spesso utilizzati scaffali leggeri, con scansie in metallo o acciaio perfette per rispettare le norme igienico sanitarie e HACCP.

Qualora lo spazio di stoccaggio non possa essere aumentato per vincoli di spazio, la soluzione sarebbe quella di ottimizzarlo grazie all’utilizzo verticale di soppalchi. Le scaffalature industriali verticali vengono disposte su più piani, e sono raggiungibili attraverso delle scale in modo da guadagnare molto spazio, e prelevare altrettanto comodamente gli articoli nelle nuove superfici.

Scaffalature industriali antisismiche per magazzini

Nelle regioni particolarmente a rischio, le scaffalature devono rispettare severe norme antisismiche, in queste zone si ha l’obbligo di montare queste tipologie di scaffali metallici, progettati appositamente per sostenere carichi variabili, e prevedere oscillazioni causate dalle scosse. Tutte le valutazioni dovranno considerare la natura della merce stoccata, la classe d’impiego di magazzino e la categoria del sottosuolo.

In conclusione un buon modello di scaffale industriale è estremamente utile per dare impulso alle normali attività lavorative dell’azienda. Impianto in sicurezza, ordinato e che velocizzi le operazioni di carico e prelevamento è estremamente importante.